Sanità pugliese, svolta storica: lo Stato si accolla oltre 460 milioni di debito. In Molise, invece, perdurano tagli, riconversioni e chiusure
27 Febbraio 2026PressMoliLaz.) -V.G.- Campobasso, 27 Feb. 26 Mentre in Molise la sanità continua ad annaspare tra commissariamento, ridimensionamenti e servizi che chiudono, in Puglia arriva una misura che cambia radicalmente il quadro finanziario: lo Stato si farà carico di oltre 460 milioni di euro di debito sanitario. Una differenza evidente tra due realtà del Mezzogiorno che riapre interrogativi su gestione, programmazione e capacità amministrativa degli ultimi quindici anni.
La svolta pugliese
Il Consiglio regionale della Puglia ha recepito la norma nazionale che consente allo Stato di assorbire il debito sanitario maturato negli anni attraverso le anticipazioni di liquidità con la Cassa Depositi e Prestiti.
Parliamo di circa 462 milioni di euro che non peseranno più direttamente sul bilancio regionale, pur restando da restituire allo Stato in un arco temporale molto lungo. L’effetto immediato è un alleggerimento dei conti e una maggiore capacità di programmazione per investimenti e servizi.
È una misura tecnica, ma con ricadute politiche e amministrative importanti: libera margini finanziari e consente alla Regione di ripensare la pianificazione sanitaria con meno vincoli contabili.
Il Molise tra decreti e tagli
Scenario ben diverso in Molise. Nelle ultime ore, tra ieri e oggi, i commissari alla sanità Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo nominati dal Governo (nel 2009) hanno adottato il nuovo Programma operativo sanitario 2026-2028.
Tra le misure previste figurano:
-
la cessazione di un laboratorio di emodinamica
-
la chiusura di un punto nascita
-
la riconversione dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone in ospedale di comunità
- la chiusura di decine di guardie mediche sul territorio
Provvedimenti che rientrano nella logica di razionalizzazione imposta dai vincoli nazionali, ma che sul territorio vengono vissuti come un ulteriore arretramento dei servizi sanitari pubblici.
Il Molise resta infatti in regime di commissariamento da anni, con bilanci fragili e continui interventi correttivi che spesso si traducono in ridimensionamenti.
Perché questa differenza?
La misura che consente allo Stato di assorbire il debito sanitario non è teoricamente riservata alla sola Puglia. Tuttavia, la capacità di attivare strumenti finanziari, negoziare con il Governo centrale e costruire una programmazione sostenibile dipende da diversi fattori:
-
solidità dei conti
-
peso istituzionale
-
qualità tecnica della gestione
-
visione politica di lungo periodo
Il dato politico non può essere ignorato: Le regioni sono guidate una dal centrosinistra (Puglia) l’altra dal centrodestra (Molise). Eppure, mentre in Puglia si alleggeriscono i bilanci, in Molise si firmano decreti di chiusura e riconversione.
È solo una questione di dimensioni economiche o pesa anche la qualità delle classi politiche che si sono succedute negli ultimi quindici anni?
La risposta non è semplice, ma una cosa appare evidente: il colore politico, da solo, non basta. Servono capacità amministrativa, progettualità e forza negoziale. E su questo terreno il Molise è chiamato oggi a un serio esame di coscienza.


