Cerro al Volturno, amministratori a confronto con l’assessore Cefaratti sulla crisi sanitaria (foto)
8 Marzo 2026
(PressMoliLaz.) Cerro al Volturno(Is), 08 Mar 26 Nella mattinata del 7 marzo 2026 l’Aula Consiliare di Cerro al Volturno è diventata il centro di un confronto molto atteso sulle difficoltà del sistema sanitario nelle aree interne della Valle del Volturno. L’assessore regionale Gianluca Cefaratti ha incontrato amministratori e rappresentanti locali per raccogliere le preoccupazioni di un territorio che chiede interventi urgenti e concreti.
Accanto al sindaco di Cerro al Volturno, Remo Di Ianni, erano presenti i primi cittadini del comprensorio: Emilio Ricci (Scapoli), Emilio Incollingo (Colli a Volturno), Vincenzo Di Cristofano (Pizzone) e Domenico Gonnella (Rocchetta a Volturno). Al tavolo anche il consigliere provinciale Giuseppe Centracchio e i consiglieri comunali di Cerro al Volturno Lucio Gabriel Paolone, Filomeno Di Pascale, Mirello Fattore, Antonio Mancini, Fabrizio Ventura, insieme alla consigliera di Colli a Volturno Angela Siravo.
Gli interventi hanno delineato un quadro critico: un servizio 118 presente ma privo di medico, continuità assistenziale in condizioni difficili e una Guardia Medica che, pur essendo un presidio fondamentale per la gestione delle urgenze quotidiane, opera con risorse insufficienti. Una situazione che rischia di trasformare piccoli incidenti o problemi sanitari ordinari in emergenze più gravi.
È stato ribadito un principio essenziale: senza servizi sanitari adeguati non si può garantire la permanenza nelle aree interne. Chi vive in questi territori non può essere trattato come un cittadino di serie B. La carenza di presidi medici alimenta un disagio crescente e contribuisce allo spopolamento.
Gli amministratori hanno confermato la volontà di continuare a difendere con determinazione il diritto alla salute e di sostenere ogni iniziativa utile a tutelare le comunità locali. Al termine dell’incontro è stato espresso un ringraziamento all’assessore Cefaratti per la disponibilità al dialogo e per aver scelto di confrontarsi direttamente con le realtà del territorio.
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