Scuola, rinnovo contratto 2025-2027: aumenti fino a 137 euro e arretrati in arrivo
4 Aprile 2026 0 Di
(PressMoliLaz) 04 Apr 26 È stata sottoscritta il 1° aprile presso l’Aran l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale (CCNL) del comparto “Istruzione e Ricerca” per il triennio 2025-2027. A siglare l’accordo, insieme, la FLC CGIL, Cisl, Uil, Gilda, Snals e Anief, coinvolgendo una platea di circa 1,3 milioni di lavoratori tra scuola, università, enti di ricerca e Afam.
Si tratta di un’intesa che punta principalmente a rafforzare il potere d’acquisto degli stipendi, dopo le criticità evidenziate nel precedente rinnovo 2022-2024, non sottoscritto dalla FLC CGIL perché ritenuto insufficiente a coprire l’inflazione. Questa volta, invece, le risorse sono state interamente destinate alla componente fissa della retribuzione, con l’obiettivo di allineare gli stipendi all’inflazione prevista per il triennio.
A regime, da gennaio 2027, l’aumento medio mensile sarà di circa 137 euro, pari a un incremento del 5,9%. L’intervento riguarda sia gli stipendi tabellari sia le indennità fisse e continuative. Tuttavia, il rinnovo non chiude la stagione contrattuale: le trattative proseguiranno per definire aspetti normativi, relazioni sindacali e ulteriori risorse, anche per compensare eventuali scostamenti inflattivi.
Per il settore scuola, gli aumenti variano in base al profilo e all’anzianità di servizio. I docenti vedranno un incremento medio di 143 euro mensili, mentre per il personale Ata l’aumento medio sarà di 107 euro. Nel dettaglio, per i docenti si va da circa 115 euro per un insegnante della primaria a inizio carriera fino a quasi 194 euro per un docente delle superiori con oltre 35 anni di servizio. Per il personale Ata, invece, si parte da circa 91 euro per un collaboratore scolastico fino a oltre 200 euro per un DSGA a fine carriera.
Oltre agli aumenti strutturali, l’accordo prevede anche il pagamento degli arretrati relativi al periodo gennaio 2025 – giugno 2026, con un importo medio stimato intorno agli 800 euro per dipendente. L’erogazione è prevista indicativamente entro giugno 2026, dopo la conclusione dell’iter di approvazione definitiva.
Non mancano misure specifiche per il personale Ata. Tra queste, un’emolumento una tantum di 110 euro previsto per gennaio 2027 e interventi legati al nuovo ordinamento professionale, tra cui la valorizzazione della figura dell’Operatore, con particolare attenzione al supporto agli alunni con disabilità.
Tra i punti che saranno al centro delle prossime trattative figurano anche l’introduzione dei buoni pasto per tutto il personale, indennità per chi lavora su più sedi, compensi per i docenti impegnati nei viaggi di istruzione e ulteriori incrementi delle indennità accessorie. Resta inoltre aperta la questione del recupero dell’annualità 2013.
La mobilitazione sindacale, dunque, non si ferma: l’obiettivo resta quello di ottenere nuove risorse per colmare il divario retributivo con gli altri comparti pubblici e garantire una reale valorizzazione del lavoro nel mondo dell’istruzione e della ricerca.


