Caos Rifiuti a Montesilvano: Il TAR smantella il piano De Martinis, l’opposizione diffida la Giunta Dopo la sospensione della fallimentare ordinanza sul "porta a porta", la consigliera PD Manuela Natale inchioda l'amministrazione: "Basta scaricare le colpe sui cittadini incivili, si applichi il regolamento".

1 Giugno 2026 0 Di

di Vito Garofalo

(PressMoliLaz.) Montesilvano, 01 Giugno 26   Una batosta politico-amministrativa senza appello si è abbattuta sulla Giunta guidata dal sindaco Ottavio De Martinis. Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo ha infatti accolto il ricorso e sospeso in via cautelare l’ordinanza sindacale n. 2 del 19 gennaio 2026, la quale imponeva la collocazione di bidoni condominiali ad alta capacità all’interno degli spazi privati per i complessi con più di 10 unità abitative. Un impianto normativo traballante che confondeva l’efficienza pubblica con l’indebita limitazione della proprietà privata dei cittadini.
A dare battaglia, codici alla mano, è la consigliera comunale di minoranza del Partito Democratico, l’avvocatessa Manuela Natale, che ha prontamente notificato una formale diffida al Comune di Montesilvano. Con l’ordinanza n. 56/2026 del 29.05.2026, il TAR Abruzzo ha di fatto azzerato il modello impositivo ideato dall’assessore Alessandro Pompei e dal primo cittadino, costringendo l’Ente a dover ridisegnare immediatamente le modalità di conferimento dei rifiuti urbani per evitare il collasso igienico-sanitario della città.

Il Regolamento violato e il nodo della proprietà privata
Al centro della dura contestazione mossa dall’esponente dem vi è la palese incoerenza tra l’azione d’imperio della Giunta De Martinis e il vigente “Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati agli urbani” (adottato con delibera di C.C. n. 118 del 15/12/2012 e modificato nel 2016). Come puntualmente ricostruito nella diffida firmata dall’avv.ssa Natale, l’articolo 15 di tale regolamento non prevede in alcun modo che l’avvio del cosiddetto “porta a porta” coincida con la rimozione indiscriminata dei contenitori stradali, né tantomeno giustifica l’obbligo di stipare i mastelli all’interno delle pertinenze condominiali, ledendo il diritto di proprietà.

 “Il regolamento parla chiaro: la raccolta differenziata va fatta, ma non con modalità che limitano e aggrediscono la proprietà privata! Il problema degli spazi privati, a seguito della sospensione dell’ordinanza n. 2, oggi vale per tutti i cittadini. Non possiamo accettare mastelli invasivi o mega- cassonetti condominiali forzati all’interno dei cortili.”

 ( Manuela Natale, Consigliera Comunale)

Inoltre, il testo regolamentare prevede una differenziazione strutturale del territorio basata sulla densità abitativa e sulla presenza di attività commerciali o centri storici. La Giunta, invece, ha cercato di imporre con l’ordinanza sospesa un criterio unico, rigido e del tutto privo di supporto normativo: la soglia aritmetica delle “10 unità abitative”, discriminando i condomini e pretendendo che si trasformassero in succursali delle discariche comunali.

Le alternative ignorate: Isole intelligenti e digitalizzazione
La critica dell’opposizione si sposta poi sulla totale mancanza di visione tecnologica e strategica da parte dell’amministrazione De Martinis. Mentre i comuni più virtuosi d’Italia digitalizzano i servizi e premiano i comportamenti ecologici, Montesilvano è rimasta ancorata a un’idea punitiva e preistorica di raccolta differenziata.

LA PROPOSTA DELLA DIFFIDA: TRE VIE PER USCIRE DAL CAOS

La consigliera Natale indica soluzioni chiare, moderne e pienamente rispettose delle regole:
1 Reintroduzione dei contenitori stradali provvisti di moderni sistemi “intelligenti” di identificazione dell’utente e          supportati da una rete capillare di videosorveglianza.
2 Istituzione di isole ecologiche intelligenti diffuse sul territorio comunale.
3 Introduzione di campane di raccolta informatizzate che traccino i conferimenti reali senza invadere le proprietà private.

Basta scuse: Il dovere di un servizio efficiente
Ciò che appare più intollerabile nell’azione di questa Giunta è il continuo ricorso allo scaricabarile. Per mesi, di fronte ai disservizi, ai cumuli di spazzatura e alle legittime proteste dei residenti, la narrativa ufficiale della maggioranza è stata quella di puntare il dito contro i presunti “incivili” ignoti, utilizzandoli come scudo per coprire le carenze di una pianificazione fallimentare.
La decisione del TAR mette la parola fine a questa retorica della colpevolizzazione. La diffida inviata dall’opposizione dimostra come le regole per un servizio civile ed efficiente esistano già all’interno dello Statuto e dei regolamenti comunali, ed è compito esclusivo dell’Amministrazione applicarle senza  inventarsi scorciatoie illegittime a danno dei contribuenti. I cittadini di Montesilvano pagano le tasse per avere un servizio completo, moderno e decoroso, e non per subire limitazioni arbitrarie nei propri spazi privati o per accollarsi costi aggiuntivi derivanti dall’inefficienza di chi governa. Ora la Giunta De Martinis non ha più alibi: si torni immediatamente sui propri passi e si ristabilisca la legalità.