Quarant’anni dal furto del busto di San Nicandro: Venafro rinnova la memoria e la devozione Nel convegno “Hann arrubat Sant Ncandr”, la città ricorda il furto sacrilego del busto seicentesco
8 Giugno 2026di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Venafro, 8 giugno 26 A quarant’anni dal furto sacrilego del busto seicentesco di San Nicandro, Venafro si prepara a vivere un momento di intensa riflessione comunitaria. Il convegno dal titolo dialettale “Hann arrubat Sant Ncandr” vuole riportare al centro della memoria collettiva un episodio che segnò profondamente la città e che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nella storia religiosa e culturale del territorio.
L’incontro si terrà lunedì 15 giugno 2026, alle ore 16.30, nel salone del Convento Francescano di Venafro, nell’ambito della programmazione della Festa dei Santi Martiri. L’appuntamento nasce con l’obiettivo di ricordare, comprendere e riaffermare l’impegno della comunità nel custodire la propria identità spirituale e culturale.
Il pomeriggio sarà introdotto dagli intermezzi musicali del pianista Gianluca Adamo, cui seguirà l’apertura ufficiale affidata a padre Augustin Veres, guardiano del convento. I saluti istituzionali saranno portati da Vincenzina Scarabeo, presidente del Circolo San Nicandro, realtà da sempre impegnata nella valorizzazione delle tradizioni locali.
Relatori del convegno
- Claudia Izzi, studentessa
- Tonino Atella, scrittore
- Gigino Garzia, perito industriale
Tre voci diverse, tre prospettive complementari: quella giovane e sensibile di Izzi, quella narrativa e storica di Atella, e quella tecnica di Garzia, chiamati a ricostruire non solo il fatto in sé, ma anche il suo impatto sulla comunità e sul patrimonio artistico-religioso venafrano.
Il convegno rappresenta un’occasione preziosa per non dimenticare un episodio che ha segnato la storia cittadina e per ribadire la volontà di proteggere ciò che appartiene alla fede, alla memoria e alle radici di Venafro. Perché, anche dopo quarant’anni, il busto di San Nicandro continua a vivere nel cuore dei venafrani come simbolo di identità e devozione.


