La venafrana che scrive a Papa Francesco perché “salvi” Basilica del Patrono e Convento Francescano

8 Settembre 2023 0 Di

 

 

di Redazione

(PressMoliLaz) Venafro (IS), 08 set 23 Dal primo settembre scorso, è notorio, è cambiato tanto a Basilica di San Nicandro e Convento Francescano di Venafro. Non più frati stabilmente e continuativamente nel sito religioso, presenze ad orari di tali religiosi e celebrazioni solo nelle serate festivi e domenicali. Questo quale conseguenza del calo delle vocazioni e della conseguente carenza di frati dell’ordine monacale di Molise e Puglie. La stessa autonomia del sito religioso venafrano, che durava da secoli, è stata cancellata con l’aggregazione del Convento venafrano a quello isernino retto dalla stessa provincia monastica di S. Angelo e San P. Pio. Innovazioni che non hanno affatto rallegrato i venafrani, i quali a gran voce hanno chiesto -sin qui inutilmente- il ripristino del preesistente al sito religioso della città con la permanenza continuativa dei frati, l’autonomia del convento e la regolarità quotidiana delle celebrazioni.

Opinione pubblica locale cioè contrariata per le innovazioni apportate, tanto addirittura da indurre una signora venafrana a scrivere direttamente a Papa Francesco sollecitando un suo determinante intervento pro Basilica e Convento cittadini. Il testo della missiva inoltrata tramite web : “Reverendo Padre -è E. G.,moglie e madre che scrive- chi le scrive è una fedele di Venafro seriamente preoccupata delle sorti del pluricentenario convento situato nel proprio Comune. Nel lontano 1573 il Comune di Venafro e alcuni benefattori costruirono una Basilica (di San Nicandro, nostro Patrono)  con annesso il convento per affidarlo ai Padri Cappuccini, religiosi che sono tuttora qui.

Anche San Padre Pio ha soggiornato in una delle celle conventuali nel periodo della sua malattia (1911, ndr) e ancora oggi i fedeli che si recano a San Giovanni Rotondo si fermano a Venafro per visitare la sua cella. Venafro il 23 settembre di ogni anno, giorno del Trapasso, dedica al Santo un giorno di celebrazioni religiose con apposita processione. Nella piazza antistante la Basilica è stato eretto un monumento per ricordare la presenza di San P. Pio.

Le espongo il problema della mia presente : per mancanza di vocazioni il Padre Provinciale della Provincia Monastica Francescana di Puglie e Molise ha deciso di trasferire i pochi frati da Venafro ad Isernia, lasciando tutta la struttura con un funzionamento partime. I venafrani non vogliono tutto questo per un luogo così caro e mai vorrebbero, pur di tenerlo vivo in tutta la sua essenza, che venisse affidato ad altro ordine monacale. CHIEDO PERTANTO  UMILMENTE SE SI PUO’ TROVARE UNA SOLUZIONE !”. Nel testo, trasmesso alla residenza del Papa nella Capitale, è citato dalla stessa donna un intervento superiore di San Padre Pio per averla protetta a seguito di delicato intervento chirurgico. C’è attesa adesso a Venafro per l’eventuale risposta del Sommo Pontefice  e le auspicate novità in fatto di piena autonomia e continuativa funzionalità del sito religioso cittadino.