Splendidi i matrimoni di paese del passato

21 Dicembre 2023 0 Di

 

 

(PressMoliLaz) Venafro (IS), 21 dic 23 I matrimoni oggi ? Perfetti in ogni minimo particolare, con sposi al top, familiari e invitati altrettanto , l’arrivo della sposa in chiesa a bordo di curatissima e particolare auto d’epoca o di vettura di grossa cilindrata, cerimonia liturgica ricca di intensi ed emozionanti momenti con tanto di cantante lirico, violino e pianoforte come cornice della funzione religiosa e pranzo nuziale quanto mai curato e succulento per tutti i palati. Assolutamente niente é lasciato al caso ! Per i più esigenti e … danarosi ci sono addirittura esperti ed agenzie professionali che pensano a tutto, basta solo pagare … ! I matrimoni di ieri ? Beh, tutt’altra cosa ! Semplicità assoluta, modestia come regola portante date le ristrettezze economiche e tutti gli occhi concentrati principalmente sull’abito della sposa, opera di mesi della sarta di paese.

Una particolarità, giusta la foto allegata : al mattino del giorno del matrimonio, tanti fanciulli accorrevano dinanzi o sotto casa della sposa, muniti di ombrello, non importava se c’era un bel sole leone alto in cielo. Loro, i fanciulli, aprivano gli ombrelli tenendoli all’incontrario per la punta e col manico in alto al fine di raccogliere confetti, biscotti e soprattutto qualche soldo.

I più fortunati riuscivano a raggranellare cinque/dieci lire che la famiglia della sposa lanciava dalla finestra o dal balcone in segno di festa ! E le spinte tra i piccoli in strada non si contavano per aggiudicarsi qualche spicciolo con cui comprarsi un bel gelato alla gelateria artigianale di paese, una caramella, una gomma da masticare o andare al cinema o gustarsi il giorno dopo un bel panino con la mortadella al negozietto di rione ! Ed era un gran vociare in strada, con grida e spintoni di tutti i tipi ! Ed alla fine si contava … l’incasso ! Gl’invitati al pranzo nuziale? Familiari e parenti più stretti, non potendo largheggiare ! Per i parenti “alla larga”, nella prima mattinata a casa della sposa solo “un giro” con colazione di pane e prosciutto casareccio accompagnato da un bicchiere di vino, prima di salutare non senza lasciare “la busta”. Quindi lo sposalizio vero e proprio.

La sposa arrivava a piedi alla chiesa in testa al corteo nuziale seguita a familiari e parenti più stretti . Veniva applaudita con sincero affetto dal rione e dai suoi abitanti, che ne salutavano il passaggio lanciando fiori di campo quale augurio. Al canto in chiesa ad accompagnare la funzione religiosa pensava il buon sagrestano, accompagnandosi con l’organo di chiesa. Il pranzo ? Si spostavano i mobili, ci si faceva prestare qualche sedia dai vicini, e si teneva a casa.

Era assolutamente essenziale, con mezzo pollo (!) quale unico secondo e brindando col rosso della propria campagna. Per il pane, due comari del vicinato pensavano per ore a tagliarne grosse fette dalle enormi pagnotte sfornate dal forno di casa, servendosi di appositi coltelli. E ne tagliavano a bizzeffe, al fine di soddisfare l’appetito degli invitati ! Quindi i famosi fogli di carta oliata o le immancabili buste di plastica per portare a casa quanto non mangiato durante il pranzo nuziale.

Vi si metteva di tutto assieme, senza problemi di sorta : dal primo al secondo, dal contorno alla frutta ect, senza distinzione alcuna e all’indomani si mangiava a sazietà ! Tornando al pranzo di nozze, ma a sera inoltrata e dopo numerosi  brindisi, si intervallava con brani e canzoni alla fisarmonica, balli e divertimenti a non finire. E solo a sera inoltrata si salutavano gli sposi, consegnando la classica “busta” (alias l’offerta in denaro) perché il loro futuro fosse felice e fortunato.

Si vuole -stando ad una diceria di paese … – che nel corso del pranzo nuziale l’offerta in busta … saliva o scendeva a seconda del gradimento o meno delle portate in tavola ! Le foto della giornata, poche e solo di gruppo, per non spendere troppo. E restando tutti seduti  a tavola, tra bottiglie, bicchieri, piatti e posate, senza andare a ricercare angoli suggestivi per scattare foto.

Gli sposi nei giorni successivi ? Viaggio di nozze nemmeno a pensarci e coppia assolutamente chiusa in casa per una settimana … ! Solo la domenica successiva al loro matrimonio gli sposini potevano finalmente uscire per le strade del paese, passeggiare e salutare a destra e a manca, mentre le amiche della sposa le si avvicinavano e chiedevano com’erano andata … ! “Benissimo … !”, rispondevano in coro gli sposi con un largo sorriso e con lo sposo che dava il braccio alla sposa.

Al lunedì mattina, puntuale, ripartiva anche per loro il lavoro di sempre : lui ad accudire la campagna, o a lavorare nell’edilizia o in una bottega artigiana e lei a rassettare casa, in attesa del ritorno del proprio uomo per il pranzo e la cena. Ed intanto entrambi attendevano i primi vagiti di neonati per riempire di gioia la loro vita ed aumentare numericamente la famiglia. Che bello ricordare i matrimoni del passato, scrigni preziosissimi di meravigliosa umanità !