Il ventennale della nascita Odg Molise Soddisfazioni espresse dal presidente Vincenzo Cimino

26 Febbraio 2024 0 Di

 

 

(PressMoliLaz) Campobasso, 26 Feb 24 Riceviamo e pubblichiamo: “ricorre  il ventennale della nascita dell’Odg Molise. Il dpr del 24/2/2004 n.85 (GU Serie Generale n.77 del 01-04-2004) ne sancì l’autonomi dal Lazio, in quello che in origine era l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Abruzzo, Molise e Umbria. Per questo evento ringraziamo i fautori di quel percorso, a cominciare da Carlo Sardelli e dai 200 giornalisti che posero la loro firma dal notaio nel 2002/03. Ad oggi il nostro Ordine vanta un bilancio in attivo, un numero di iscritti di 800 colleghi, dei quali circa 150 in pensione, 11 che alimentano l’elenco speciale, 15 praticanti, circa 200 che lavorano giornalisticamente e non, fuori dai nostri confini regionali. Un piccolo Ordine che negli ultimi anni ha registrato:

  • Una sede autonoma;
  • Nessun procedimento giudiziario (li ha vinti tutti);
  • Una unità di personale amministrativo part time dal 2024;
  • Un Cdt rinnovato;
  • La presenza delle quote rosa non obbligatorie tra le più alte d’Italia;
  • Il massimo di efficienza con il Cnog (pec, pago pa e differenza quote);
  • Un bilancio in leggero attivo;
  • Un numero irrisorio di morosi (3 nel 2023, nessuno negli anni precedenti) e non adempienti alla formazione (15 nel triennio 2020/23 e 17 nel 2017/2020);
  • Un leggero incremento degli iscritti ai quali riusciamo a fornire dei gadget gratuitamente;
  • Il numero più alto in Italia per corsi formativi attivati;
  • Rincoscimenti per l’attività svolta da numerose istituzioni;
  • Una testata registrata anche al roc;
  • Protocolli e accordi quadro con decine di enti ed istituzioni regionali;
  • Un sito a norma, una pagina fb e un inventario approvato;
  • Un quadro dirigente con un legale, lo sportello usi digitali, il Dpo, il medico del lavoro, l’Rspt, il responsabile sicurezza informatica, una formazione autonoma dal bilancio, il consulente amministrativo, una squadra di calcio con divise personalizzate (il medico della rosa e l’allenatore);
  • Uffici aperti 6 giorni su 7 e formazione attiva 7 giorni su 7.

In più:

  • Abbiamo fatto visita alle piattaforme petrolifere in mare, allo stabilimento Honda di Atessa, all’Albergo diffuso a Castel del Giudice, al Parlamento europeo a Bruxelles, alla Fruttagel di Larino, alla Cattolica Sacro Cuore di Campobasso, alla Neuromed di Pozzilli;
  • Siamo stati i primi in Italia a dar vita ai corsi su: giornalismo musicale, Lingua dei segni, lingua spagnola, dizione e lettura espressiva, diritto ambientale, lingua cinese, aggiotaggio; giornalismo digitale, corsi con Gist e Agimp, corsi sull’eccidio di Fornelli, corsi su Mino Pecorelli, marocchinate, cinema e giornalismo, l’orso Woytek e il bombardamento di Isernia, ricerca petrolifera in mare, giornalismo di guerra;
  • Nessuna pendenza (sono stati sanati debiti e inadempimenti delle passate gestioni);
  • Arredi e strumentazione nuovi;
  • Presenza capillare in eventi, manifestazioni in regione e fuori regione;
  • Attività di vigilanza sull’esercizio abusivo della professione, vigilanza sul titolo di giornalista, vigilanza sul registro della stampa nei Tribunali di Isernia e Campobasso, monitoraggio con il Corecom per 2 anni, convenzione con la Regione;
  • Attività di verifica e stimolo per l’indizione di pubblici concorsi;
  • Convenzioni per decine di attività;
  • Realizzazione della carta deontologica ambientale: carta di Pescasseroli.

Per quanto siamo riusciti a fare siamo grati ai colleghi iscritti e siamo fieri della gratuità delle prestazioni del direttivo, del Cdt e del collegio revisori. Per queste 20 candeline non abbiamo pensato di festeggiare perché il bilancio non lo consente, ma ci riserviamo di organizzare un evento a riguardo. Siamo anche convinti di aver rasserenato gli animi e di aver smantellato quel clima di tensione che si è vissuto per troppo tempo. Mi sia consentito di ringraziare anche: i colleghi tarsferiti da altri Ordini, i pensionati che ci mantengono in vita e i giornalisti pubblicisti, senza i quali, non potremmo pagare neppure le tasse al Comune.”